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La litografia

Centro di documentazione delle arti grafiche “Grifani-Donati” 1799

La tecnica di stampa planografica, comunemente chiamata litografia, da litos ovvero pietra, si basa sulla repulsione tra acqua e inchiostro. Il primo ad utilizzarla nel 1796 fu Aliosio Senefelder, originario di Praga, ma trasferitosi in Baviera.

Il disegno viene realizzato direttamente dall’artista sulla matrice, una pietra di carbonato di calcio detta di Solenhofen, dalla città tedesca di provenienza. Per disegnare si utilizza una matita grassa, composta di cera e sapone di Marsiglia. Una volta eseguito il disegno, la pietra viene bagnata con una soluzione con gomma arabica che reagirà chimicamente con il sapone di Marsiglia e la cera della matita grassa: le zone disegnate o grafismi, diventeranno lipofile, attirando l’inchiostro che è grasso, mentre, le zone bianche o contrografismi, diventeranno idrofile, ovvero attireranno l’acqua rifiutando l’inchiostro grasso. La pietra viene posta nel torchio litografico, dove viene registrata la pressione, e, quindi, la sua superficie è lavata con trementina (acqua ragia) che scioglierà la cera, il sapone di Marsiglia ed il nerofumo della matita. Questo passaggio consentirà alla matrice di assorbire l’umidità dalle zone idrofile e di rifiutarla nelle zone lipofile. Passando con il rullo carico di inchiostro, questo verrà ricevuto e trattenuto solo dalle zone lipofile, quindi dal disegno. Posto il foglio di carta di puro cotone sulla pietra, viene pressato con la pressa litografica e si ottiene una stampa, caratterizzata dalla presenza di un grafismo irregolare dovuto alle caratteristiche della grana più fine, della pietra, e dall’assenza nel retro dei rilievi tipici della tipografia e nel fronte dell’inchiostro a rilievo.

I principali vantaggi di questa tecnica sono la rapidità e l’economicità del procedimento, la facilità di abbinare sulla lastra immagine e parola oltre alla possibilità di ottenere un numero quasi illimitato di tirature, raggiungendo un pubblico più vasto.

La Tipografia Grifani-Donati possiede un Torchio a stella perfettamente funzionante realizzato nel 1880 dalla ditta Bollito & Torchio di Torino.

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