Villa Graziani e Museo archeologico della Villa di Plinio il Giovane

San Giustino

Il museo, ospitato nella seicentesca Villa Graziani, racconta, insieme agli scavi della vicina Colle Plinio, la storia della Villa di Plinio il Giovane in Tuscis, nota fin dall'antichità.

Villa Graziani sorge lungo la strada che congiunge il comune di San Giustino alla frazione di Celalba.
All’interno è allestito secondo moderni criteri scientifico didattici, il Museo Archeologico della Villa di Plinio in Tuscis, sistematicamente indagata dal 1986 al 2003. Al pianterreno e nel piano interrato è documentata la storia del paesaggio agrario altotiberino: il territorio nel periodo romano viene illustrato in tutti i suoi aspetti, dalla centuriazione alle colture praticate, in primis quella della vite. Al primo piano sono illustrati gli scavi attraverso plastici e ricostruzioni tridimensionali, nonché esposti i reperti più significativi emersi dalle operazioni di scavo in località Colle Plinio: si possono ammirare oggetti d’ornamento personale, fine vasellame da mensa e persino le anfore, che un tempo contenevano quel vino che scorreva abbondante nei banchetti che gli antichi allestivano nelle loro sontuose dimore.
La Villa ospita due mostre permanenti con esposizione di opere degli artisti Bruno Bartoccini (1910-2001) e Attilio Pierelli (1924-2013), inaugurate rispettivamente nel 2014 e nel 2015. La sezione dedicata a Bartoccini, originario di Citerna, è costituita da diciannove opere fra grafica e disegni e sei sculture donate al comune di San Giustino.

Splendido esempio di residenza nobiliare tardo rinascimentale, Villa Graziani fu commissionata agli inizi del Seicento da Carlo Graziani, esponente di una famiglia tifernate di origine toscana, all’architetto Antonio Cantagallina da Sansepolcro, seguace del Vasari. La villa sorse sopra un preesistente fortilizio medievale e la sua struttura, a pianta quadrangolare, si sviluppa su tre livelli sormontati da una torretta alta 17 metri. La facciata è essenziale e scandita da una griglia ortogonale di lesene e cornici eccetto che al primo piano, dove si apre una loggia centrale a tre arcate sorrette da esili colonne. Il complesso è completato a sinistra dalla casa colonica e a destra dalla piccola chiesa dedicata alla Madonna di Loreto, edificata nel 1622. Sull’asse centrale dell’edificio, si allineano il giardino all’italiana sul fronte con fontana centrale e siepi in bosso e l’esedra sul retro. Oltre l’esedra, si accede al roseto e al parco di lecci affiancato dall’oliveto e dal frutteto di nuovo impianto, a memoria degli originari. Nell’ampio parco si trova una cappella dove, secondo alcuni, riposò san Francesco durante il suo cammino da Assisi verso La Verna.

“L’aspetto del paese è bellissimo: immagina un anfiteatro immenso e quale soltanto la natura può crearlo. Una vasta e aperta piana è cinta dai monti, e le cime dei monti hanno boschi imponenti ed antichi. […]”. Così Plinio il Giovane (61-112 d.C.), oratore della prima età imperiale e governatore della Bitinia sotto Traiano, illustra in una lettera all’amico Apollinare l’area in cui sorge la sua villa in Tuscis (V, 6). Nel XX secolo grazie allo storico tifernate Giovanni Magherini Graziani fu possibile identificare nei resti affiorati nel campo di Santa Fiora, nei pressi dell’attuale abitato di Colle Plinio, il luogo in cui sorgeva la villa del magistrato romano. L’identificazione è stata confermata dal rinvenimento di bolli impressi su tegola recanti le lettere CPCS, corrispondenti alle iniziali del nome completo di Plino, Caius Plinius Caecilus Secundus.
Le strutture emerse durante le campagne di scavo condotte dalle Università di Perugia e di Alicante dal 1986 al 2003, sono pertinenti alla pars rustica, cioè quella che ospitava gli ambienti e le strumentazioni per la produzione agricola. Alcuni ritrovamenti sono relativi sia a fasi edilizie cronologicamente precedenti la proprietà pliniana (III-II sec. a.C. e fine I sec. a.C. – inizi I sec. d.C.), documentati dai laterizi bollati con i nomi dei proprietari o dell’imperatore, che posteriori, a testimoniare la frequentazione dell’area almeno fino al V sec. d. C.

P. Braconi – J. Uroz Sàez ” La Villa di Plinio il Giovane a San Giustino. Primi risultati di una ricerca in corso”, Perugia 1999
P. Braconi, La Pieve ‘Vecchia’ di San Cipriano e la villa in Tuscis di Plinio il Giovane, in Umbria Cristiana. Dalla Diffusione del culto al culto dei santi (secc. IV-X) (Atti Spoleto 2000), Spoleto 2001, pp. 737 ss.
P. Braconi – J. Uroz Sàez, Il tempio nella tenuta di Plinio il Giovane in Tuscis, in Eutopia n.s. I 1-2, 2001, pp. 203 ss.
P. Braconi – J. Uroz Sàez “La villa di Plinio il Giovane a San Giustino”in Mercator placidissimus. The Tiber valley in antiquity. New research in the upper and midlle river valley (Atti del Convegno, Roma, British Schoool at Rome, 27-28 febbraio 2004) a cura di F. Coarelli e H. Patterson, Roma 2008, pp. 93 ss;
A. Durante, Ville Parchi e Giardini in Umbria, Roma, 2000, pp. 9-12;
D. Canosci, Ville e grandi residenze di campagna nell’Umbria settentrionale, (Quaderno n. 9). Perugia: Istituto policattedra di Geografia dell’Università degli Studi di Perugia, 1987, pp. 132-133.
M. Meozzi, La storia di Villa Graziani di Celalba, in “Pagine Altotiberine”, 29.2006, pp. 121-136.

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Recapiti
Via Giovanni Boccaccio
06016 San Giustino (PG)